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Allattamento al seno: perché è consigliato?

L’avventura della maternità implica emozioni, dubbi e preoccupazioni comuni a molte donne, tra cui quelle sull’allattamento al seno.

Quali sono i benefici nutrizionali dell’allattamento al seno?

Da un punto di vista nutrizionale, la composizione del latte materno è unica ed inimitabile, mai uguale a se stessa e sempre adeguata all’esigenza del lattante nello specifico momento.

Le caratteristiche del latte materno si modificano in base alle differenti fasi della crescita. Mentre la composizione cambia nei diversi momenti della giornata e anche nell’ambito della stessa poppata.

Il latte materno non è solo il risultato di un perfetto equilibrio fra i vari nutrienti, è anche ricco di molteplici sostanze presenti solo in minima misura nel latte artificiale.

Queste sostanze hanno numerosi effetti benefici, fra i quali:

  • rinforzare il sistema immunitario riducendo l’incidenza di malattie infettive (soprattutto otiti, infezioni gastro-intestinali e delle basse vie respiratorie);
  • proteggere dall’insorgenza di gravi quanto ormai diffuse problematiche di allergia (quali dermatite atopica e asma);
  • favorire lo sviluppo del sistema nervoso e degli altri organi.

Come influisce l’allattamento al seno sulla salute della mamma?

L’allattamento rappresenta qualcosa di più che un semplice atto di nutrizione, in quanto porta benefici psicologici e vantaggi anche per la salute della mamma. Ad esempio, favorisce la riduzione del rischio di tumori al seno e alle ovaie e di osteoporosi in età senile.

L’allattamento rappresenta, inoltre, un’opportunità per recuperare più in fretta il peso precedente alla gravidanza, dal momento che per produrre latte si spendono calorie e grassi.

Il fatto che questo atteso calo di peso non si riscontri sempre, dipende dal cambiamento delle abitudini di vita che segue alla maternità, accompagnato, talvolta, da un’alimentazione in eccesso.

Quali sono i benefici dell’allattamento al seno sulla salute orale?

Non dimentichiamo che “bocca”, non vuol dire solo “denti” ma anche labbra, lingua, guance e palato. Strutture la cui anatomia e funzionalità sono fondamentali per garantire una crescita armonica dell’apparato stomatognatico.

Il bambino che si attacca al seno mette in moto diversi muscoli per spremere la mammella, deglutire, ottenere un buon sigillo intorno all’areola e al capezzolo e, contemporaneamente, respirare. Tutto ciò rappresenta un’ottima palestra per i muscoli masticatori, dal cui corretto tono dipende in buona parte il futuro allineamento dentale.

Come viene modellata la bocca?

Il capezzolo si adatta perfettamente e individualmente alla bocca del neonato, stimolandone un corretto modellamento proprio in un momento in cui le strutture ossee sono ancora estremamente malleabili.

Al contrario, nel caso dell’allattamento artificiale, è la bocca che si deve adattare alla tettarella con conseguente acquisizione di una forma ogivale del palato.

In questo caso, quindi, saranno maggiori le probabilità di sviluppare:

  • malocclusioni quali la II classe (denti superiori sporgenti);
  • il morso incrociato e/o il morso aperto;
  • problematiche di natura otorinolaringoiatrica, poiché l’innalzamento del palato corrisponde ad una diminuzione del volume delle vie aeree superiori.

Quali sono le conseguenze?

L’alterazione della funzione respiratoria può favorire affezioni di nasogolaorecchio con insorgenza di un’attitudine alla respirazione orale. Questo a sua volta influenza la direzione di crescita della mandibola e il corretto posizionamento della lingua.

In conclusione, il seno rispetto al biberon:

  • protegge dall’insorgenza di malocclusioni e di otiti ricorrenti e appaga pienamente l’innato bisogno di succhiare del neonato.
  • diminuisce in modo significativo il rischio che il bambino acquisisca nel tempo abitudini viziate, quali il succhiamento del dito o del ciuccio.
Redazione di Sorridiamo
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